Yoga della Risata: quella tecnica sconosciuta che è un trampolino per la felicità

La prima volta che ho sentito parlare dello Yoga della Risata è stato circa 30 anni fa.

Ad una festa di paese un paio di signore hanno fatto provare questa attività, divertente, buffa, ma non avendo fatto alcuna spiegazione iniziale su cosa fosse questa tecnica e i benefici, è rimasto un evento fine a se stesso, o almeno io credevo.

Nel periodo del Covid, io che mi occupavo solo di turismo, visto che i viaggi erano ridotti all’osso,  ho avuto tempo a disposizione per dedicarmi a tutte quelle attività e studi che avrei sempre voluto fare ma non avevo tempo di fare.

Ho studiato PNL, Comunicazione efficace e ho preso l’abilitazione nazionale come life and business coach con lo scopo di unire la mia principale attività di organizzatrice di viaggi a queste attività di , diciamo, “ benessere mentale” con l’idea di inserirli all’interno di un viaggio e quindi  amplificare i benefici che sono intrinsechi al viaggio stesso.

Nascono così i miei viaggi con mood travel coaching, nei quali io inserisco varie attività di coaching e PNL e coinvolgo un’insegnante di yoga e meditazione, Rossana Vanetta, per inserire anche le sue attività.

Facciamo un paio di week end insieme e il risultato è fantastico: nel periodo post covid le persone avevano bisogno più che mai di riprendere la propria vita, di credere nel futuro, di ricominciare a stare insieme senza la paura di sfiorarsi o stare troppo vicini.

La necessità e la gioia di condividere era la richiesta principale dei clienti.

A questo punto il semino della curiosità che si era istallato 25 anni prima a quella festa di paese, esce fuori dirompente e inizio a cercare informazioni sullo Yoga della risata fino ad arrivare a Lara Lucaccioni, master trainer italiana, e mi sono iscritta al corso Leader.

Era un corso online e mi ricordo ancora che dopo quattro ore che eravamo li a guardarci su zoom e a ridere di nulla mi sono detta “Elisa cosa stai facendo?” sentendomi particolarmente scema. Ma sentivo che alla fine quello Yoga della risata mi avrebbe dato qualcosa.

Cosa?

In quel momento non lo sapevo ma l’ho scoperto dopo la sfida dei 40 giorni quando è scattato in me quella che chiamo la risata per default, laddove in ogni situazione di stress o di arrabbiatura, prima avrei imprecato e urlato, ora ridevo.

Un grande cambiamento! Ecco che cosa era lo Yoga della risata!

Subito ho iniziato a inserire lo Yoga della Risata nei miei viaggi con mood travel coaching e il riscontro a fine viaggio delle persone, anche delle più restie all’inizio, è stato talmente positivo che ho osato sempre di più inserendolo durante dei trekking, sul cammino di Santiago, nelle scuole elementari in India, praticandolo in treno, in bus, sulla spiaggia, nei boschi, in sale predisposte sui tappetini da yoga ma anche al parcheggio prima della partenza del bus.

E poi la voce si è sparsa e ho cominciato a praticarlo in RSA e un’associazione di malati di Parkinson, dove grazie allo yoga della Risata respiro sempre tanto amore e gratitudine.

A settembre inizierò due nuove esperienze:   in un’associazione che segue persone con disabilità mentale  e grazie a una conferenza che ho fatto, mi hanno chiesto di insegnarlo all’università della terza età.

Tutto questo benessere che so di poter dare, fa star bene in primis me stessa.

E quando il gingle “molto bene molto bene Yeah “  è diventato non solo il mio gingle ma quello di tutti coloro che hanno provato questa attività, ecco che ho capito che da quella prima prova alla sagra di paese lo Yoga della Risata sarebbe stato sempre presente nel mio futuro.

Viaggia con me!

Con corpo e mente felici!

Elisa F.

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