QUANDO AIUTARE GLI ALTRI E’ UN’ESPERIENZA DI VERA FELICITA’

La mia esperienza di volontariato sul Cammino di Santiago

Elisa ferrari

Dal 2017 tra me e Santiago di Compostela è nato un amore profondo, di quegli amori che si affacciano pian piano, timidi, quasi eterei e poi ti travolgono e ti accorgi presto che non ne puoi fare a meno.

Non chiedetemi perchè.

Non lo so.

So solo che è così e ogni volta che sono a Santiago de Compostela o lungo uno dei suoi cammini, mi sento a casa, quasi come se in passato, in un’altra vita, fossi stata galiziana. Chissà, magari è così davvero!

Quest’anno, dopo tante esperienze personali e di accompagnamento gruppi camminando verso la capitale galiziana, dopo aver festeggiato a Santiago il nostro 25° di matrimonio, ho deciso, insieme a mio marito, di “buttarmi” in una nuova avventura: fare la volontaria per i Guanelliani , proprio a Santiago de Compostela.

L’obiettivo era accogliere i pellegrini italiani e di tutto il mondo che chilometro dopo chilometro, con fatica finalmente arrivano alla meta con lo scopo di aiutarli a vivere al meglio la città e soprattutto di trasformare il cammino da un semplice trekking a un’esperienza spirituale, profonda, di crescita.

Mente e cuore aperti erano il bagaglio maggiore che ho portato con me a Santiago e questo mi ha permesso di immergermi immediatamente nell’esperienza.

Un’avventura stancante ma emozionante che mi ha restituito in termini di gratitudine, mille volte quello che io ho fatto per glia altri, come solo il volontariato sa fare.

Eh si, perchè uno parte con l’idea di aiutare gli altri, ma il volontariato, di qualsiasi genere sia, aiuta soprattutto chi lo fa.

Aiuta a capire che la vita è più semplice e più complicata di quanto si possa immaginare, che la gentilezza e la gratitudine sono due componenti fondamentali per la propria felicità e quella degli altri, che la condivisione e la connessione emotiva ed emozionale sono la ” benzina” che alimenta i rapporti interpersonali e li rende speciali e autentici.

Dall’esperienza di volontariato a Santiago, mi porto a casa tante emozioni che restano indelebili sia nel ricordo dell’evento, sia in termini di gratitudine.

Gli occhi colmi di gioia dei pellegrini in arrivo, stanchi e provati con i piedi incerottati e le vesciche doloranti, all’Officina del Pellegrino per ritirare l’ambita Compostela…

I grazie infiniti per ogni piccola informazione fornita a coloro che arrivano in città senza sapere cosa fare…

L’emozione di fare l’annuncio in Cattedrale (vedi foto) insieme ai volontari delle altre nazioni con i quali si crea un rapporto speciale da “colleghi”…

E poi gli occhi pieni di gratitudine di coloro che, spesso insieme al loro cane, chiedono l’elemosina lungo le vie del centro storico a pochi passi dalla Cattedrale e dalla Tomba di San Giacomo… gratitudine per una scatoletta di pappa per il cane o un pacchetto di merendine che ogni tanto compravamo per loro al supermercato quando facevamo la spesa per noi… Un piccolo pensiero sempre molto gradito!

E gli incontri dei pellegrini a Santa Maria del Cammino, la chiesa degli italiani con Padre Fabio, sempre ricchi di pianti e risate, condivisione di forti emozioni, abbracci, scambi di numeri di telefono, il piacere di conoscersi, la gratitudine nel rincontrarsi.

L’amicizia che nasce tra i volontari, i padri, le suore… ma anche con la security della Cattedrale e dell’Officina del Pellegrino e con le persone dei negozi e dei ristoranti che abbiamo frequentato di più...

Eh si, tantissime emozioni e tantissimi ricordi primo tra tutti quello di aver fatto da testimoni al matrimonio di Cristina e Simone, due ragazzi italiani con i quali è nata una bella amicizia ( vedi articolo).

Una miriade di storie che come piccoli mattoncini di Lego, costruiscono una piramide di felicità, una piramide infinita che aggiunge mattoncini ogni volta che torno a Santiago come è successo un mese fa quando ero li con un gruppo e sono passata dall’Officina del Pellegrino a salutare i ragazzi della Securidad e soprattutto Tamara, una ragazza dolce e affettuosa con la quale abbiamo condiviso chiacchiere e risate, sguardi di complicità e collaborazione durante le lunghe ore di servizio e con la quale si è creata una connessione empatica forte.

Rivedersi dopo 2 mesi, riconoscersi, abbracciarsi con le lacrime agli occhi e il sorriso sulla bocca è stat un piacere immenso.

Ecco che la piramide personale cresce, si estende, s’innalza, mattoncino dopo mattoncino in attesa del prossimo viaggio, di nuove emozioni, in attesa di ritornare davanti alla Tomba di Giacomo il Maggiore per ringraziare di essere ancora una volta in Terra di Galizia.

Chissà se questo racconto ti ha incuriosito e verrai con me la prossima volta.

Se sono riuscita a trasmettere almeno un decimo delle mie emozioni, sono felice per aver messo il tuo primo mattoncino di Lego per la tua piramide di Felicità.

Viaggia con me!

A presto.

Elisa

2 commenti su “QUANDO AIUTARE GLI ALTRI E’ UN’ESPERIENZA DI VERA FELICITA’

  1. Mi sono commossa. Sento ogni tua emozione attraverso le tue parole. Come se fosse stata lì con te.
    Grazie

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