Esperienze e racconti

2018…Le mie due prime esperienze sul cammino di Santiago

Negli ultimi anni si fa un gran parlare del Cammino di Santiago…film, gruppi facebook, forum, trasmissioni televisive…

Non è solo un sogno inconscio di molti di noi scaturito dalla lettura del libro di Coehlo o l’impresa eclatante e singolare di un pazzo che decide di partire con uno zaino povero di vestiti ma pieno di speranza.

E’un sogno che diventa realtà per molti, non è esclusivamente un pellegrinaggio cattolico organizzato dalle parrocchie più intraprendenti ma diventa un viaggio nel quale ognuno cerca, e talvolta trova, spiritualità, condivisione, superamento dei propri limiti, ma anche amicizia, amore, incontro con la natura e con sé stessi.

Per qualcuno è persino sport, prestanza fisica, l’idea di perdere qualche kg (impossibile direi!) o l’oppotunità di parlare con persone di tutto il mondo per “ripassare” un po’ il proprio vocabolario linguistico. ( cosa che ho fatto ovviamente!)

Ebbene, tra tutti questi nuovi folli (stay hungry stay foolish diceva Steve Jobs) ci sono anch’io!

Come è nata in me l’idea di partire per il Cammino d Santiago?

Da buon agente di viaggio, l’estate del 2017, facendo un giro in auto in Galizia con mio marito, ho voluto provare a dormire un paio di notti in piccoli alberghi per pellegrini.

In uno di questi, nei pressi di Burgos, una ragazza ci ha accolto con estrema gentilezza e rispetto per i nostri modi da turisti, ben distanti da quelli dei pellegrini, facendoci sentire come a casa.

La mattina ci ha salutato augurandoci buon viaggio e regalandoci, come faceva con molti pellegrini, l’immaginetta sacra del pueblo.

Proprio in quel momento, uscendo da quel piccolo albergo con le pareti piene di ricordi delle migliaia di pellegrini che vi hanno soggiornato, ho guardato mio marito e ho detto: “io il prossimo anno ritorno sul Cammino come Pellegrina!E questa immaginetta farà i Cammino con me”

Non essendo una grande sportiva, questa mia affermazione non ha prodotto alcun effetto e mio marito gli ha dato poco peso.

Per me, invece, in quel momento, era iniziato Il Mio Cammino!

Un mese dopo ho comprato lo zaino anche per mia sorella che ho convinto a condividere con me questa esperienza.

Mese dopo mese il nostro Cammino si concretizzava prenotando i voli, studiando i percorsi e decidendo come prima esperienza di effettuare gli ultimi 120 km del Cammino Francese da Sarria a Santiago che ci avrebbero permesso di prendere anche la Compostela, documento ufficiale che certifica l’avvenuto pellegrinaggio.

Quando il nostro zaino era pieno di tutto il necessario, dall’abbigliamento tecnico, alle creme per prevenire vesciche e affaticamento muscolare e corredato della Concha, la tipica conchiglia del pellegrino, allora finalmente tutti hanno capito che saremmo partite davvero.

E così è stato!

Un po’ di paura, tante aspettative, il piacere di conoscere altri pellegrini in partenza quel giorno sul nostro stesso volo, e poi l’arrivo in Galizia e finalmente i primi passi…

Già da subito i kg di zaino si sono fatti sentire e la fatica era tanta per due come noi che prendono l’auto anche per andare in bagno! (battuta rubata a un camminante italiano incontrato sul cammino mentre cercavamo di destreggiarci tra un bel gruppetto di mucche che avevano invaso una strada)

Ma se sei pellegrina, lo zaino fa parte di te e dopo qualche giorno non ne puoi più fare a meno…

Essere “Peregrina” ripaga di tutte le fatiche.

Il primo “sello”, il timbro sulla credenziale che serve per ottenere la Compostela, il piacere di una cena condivisa con persone di varie parti del mondo, il primo saluto “buen camino peregrino!”, sono emozioni che non si scordano.

Ma sono grata a questo cammino sopratutto perché ci ha fatto vivere da sorelle, stringendo un legame che talvolta per impegni familiari o lavorativi e per le distanze chilometriche che ci separano, risulta difficile da vivere a 360°.

Una settimana condivisa solo tra noi e i nostri zaini, ci ha dato molto di più di altri viaggi, seppur belli fatti insieme.

Un accrescimento esponenziale di legame fraterno che auguro a tutti!

Ma una volta tornata a casa, il mio percorso è continuato e il giorno seguente prenotavo un volo per me e mio marito per il Camino Ingles: altri 120 km di emozioni!

Il Camino Ingles da Ferrol a Santiago è stata una nuova prova di resistenza, molto più dura della prima esperienza perché il percorso è tutto in salita e quando finalmente c’è una discesa, è di quelle “spacca ginocchia”!

Il sole ci ha accompagnato tutti i giorni ma devo dire che ho rimpianto le giornate di pioggia che ho trovato sul Camino Francese perché camminare sotto il sole è devastante!

Poi ci sono i pellegrini dalle mille risorse che partono alle 6 del mattino e quelli pigroni come noi che “prima delle 9 non se ne parla nemmeno”!….E mentre i primi hanno quattro ore di brezza mattutina, noi dopo un’ora eravamo già cotti e mancavano ancora 20 km alla tappa….

Questa esperienza da camminanti è stata molto più spirituale un po’ per le sofferenze fisiche maggiori, un po’ perché per km e km non incontravamo anima viva e anche noi, camminando ognuno con il proprio passo, talvolta abbiamo fatto pezzi in solitaria.

E’ li che vedi veramente quello che ti circonda: le foglie, i fiori, i funghi, le ragnatele ricoperte di rugiada, una farfalla alla quale attribuisci un particolare significato.

Sarà per questa particolare spiritualità o per gli incontri veri con la gente del posto che ci ha accolto come figli, che quando sono arrivata a Santiago e ho intravisto la Cattedrale, le lacrime hanno iniziato a scendere senza sosta!

Siamo arrivati!

Un’emozione inaspettata e liberatoria che ha proseguito anche il giorno successivo per la messa degli italiani con il mitico e carismatico Don Fabio ( Grazie pellegrina sconosciuta che mi hai dato il tuo pacchetto di fazzoletti di carta dicendomi “ Piangi pure, è bello anche così”) e poi la Misa del Pellegrino con le benedizioni in tutte le lingue e l’esibizione del Botafumeiro, che solo quello vale il viaggio!

Ci sarebbero tante cose da raccontare ma ogni parola è troppo e troppo poco…

Chiudo solo dicendo questo: che lo facciate per motivi religiosi, sprituali, sport o curiosità o che non sappiate nemmeno voi il perché, come del resto è capitatato anche a me, sappiate che l’esperienza del Cammino di Santiago vi rimarrà sempre nel cuore e che per molti di voi non sarà una meta ma l’inizio di un Cammino lungo una Vita!

Buen Camino Peregrinos…Hasta luego!

 

Cammino di Santiago in Compagnia…l’esperienza del primo gruppo da Sarria a Santiago

Quando pubblichi video e foto di un tuo viaggio e in fondo al cuore di molte persone c’era proprio” quel viaggio mai fatto”…”quel viaggio che molti sognavano ma non hanno avuto il coraggio di fare”…ecco che la richiesta arriva spontanea….”perchè non organizzi, visto che è il tuo lavoro, un Cammino da condividere e fare insieme?”

Ebbene si, è arrivato il momento di condividere anche con i miei clienti questa bellissima esperienza…e a maggio 2019 siamo partiti in 11 per percorrere l’ultimo tratto del Cammino Francese da Sarria e Santiago.

Sapevo che nonostante fosse stata la mia seconda esperienza sullo stesso Cammino, sarebbe stata indubbiamente diversa…questa volta era anche lavoro e tenere sotto controllo tutto sicuramente impegna…ma il mio gruppo era composto di persone che sono diventate subito amiche e ognuno camminando con il suo passo e con le sue esigenze, ha raggiunto ogni giorno la meta…

Ognuno con i suoi dolori, fisici o spirituali, intimi o condivisi, ognuno da solo ma insieme agli altri quando lo desiderava….

Ognuno libero di scegliere cosa mangiare, quando svegliarsi, quando camminare o riposarsi e poi il piacere di ritrovarsi tutti insieme la sera a cena davanti a un bel menù del pellegrino, ridendo e scherzando sui piccoli aneddoti del giorno, sulle proprie difficoltà e condividendo le proprie emozioni e i propri traguardi.

Nessuno critica la cena o la semplicità della camera, nessuno si lamenta perché deve lavarsi le mutande e le calze per il giorno dopo o per la pioggia o il troppo caldo che ci ha accompagnato per tutto il giorno…

Arrivare alla tappa giornaliera è un traguardo che ti fa sentire forte, nonostante qualche vescica, dolore muscolare o stanchezza..

Ebbene si ce l’abbiamo fatta e ringraziamo Dio per questo e insieme ai nostri amici pellegrini programmiamo il giorno dopo e già assaporiamo la prossima tappa…

La mattina sveglia, una buona colazione e poi , dopo aver sistemato lo zaino, lavato denti e faccia… via che si riparte…vestiti a strati perché la mattina fa freddo ma ben presto sappiamo che l’attività fisica ci farà rimanere a mezze maniche…in Galizia il tempo passa velocemente dai 10 ai 20 gradi…

La faccia un po’ assonnata ma con la serenità di chi non deve truccarsi e sistemarsi i capelli o fare la barba per calarsi nel ruolo di tutti i giorni vestendosi di una maschera che abbiamo lasciato a casa…si , qui siamo tutti uguali, senza obblighi e liberi di essere veramente noi stessi…

Ritengo che proprio questa gioia di libertà sia quello che abbiamo portato a casa con noi una volta tornati in Italia….insieme all’amicizia, ai momenti di spiritualità ( L’incontro con il volontario cieco per il sello sulla credenziale o la meditazione con Don Fabio sicuramente sono stati emozionanti per tutti a prescindere dal proprio credo) e sopratutto alla condivisione che è sempre meno tipica dei nostri giorni e che invece, una volta scoperta, è fonte di appagamento vero e sincero che porta ad una gratificazione totale, empatica.

L’esperienza di gruppo sul Cammino è sicuramente da ripetere…e nel 2020 abbiamo in programma una tratta del cammino Portoghese…la Senda Litoral….ma questa è un’altra storia…!

Scrivono di me..

Articolo scritto in agosto 2019

IN OMAN, NELLA REGGIA DELLO SCEICCO

“Terra di oasi, moschee e sceicchi: proprio la visita allo Sceicco e alla sua reggia è il “bonus” del tour proposto da Elisa Ferrari, consulente per l’Oman di Euphemia Personal Voyager Lab Travel di Cuneo.

«La destinazione Oman – spiega – è anomala per i paesi arabi, che sono un po’ tabù. Solo gli Emirati Arabi in parte e appunto l’Oman sono rimasti al top, perché sono musulmani moderati: in Oman c’è un Sultano che ha lavorato perché tutta la popolazione stesse bene, anche le donne. Le bambine studiano, le donne guidano, lavorano. Un modo di vivere diverso dagli altri paesi arabi».

Del resto è un paese piccolo, ricco, chi vuole lavorare trova impieghi statali. I lavori di manovalanza sono riservati a persone che provengono da altre nazioni: Bangladesh, Nepal, India soprattutto. Sono persone giovani, che possono stare al massimo pochi anni in Omanin base ai contratti con le loro nazioni di provenienza.

«Ho scelto l’Oman per i tour che proponiamo – spiega Elisa Ferrari – perché è un paese sicuro, il turista non avrà mai problemi e poi è un posto bellissimo, paesaggi diversi, si passa da un mare stupendo a un deserto affascinante. L’Oman non è una destinazione economica e quindi il target dei turisti è rappresentato da persone adulte e benestanti. Un tour dell’Oman va a soddisfare il cliente che non è turista ma viaggiatore, che ha già visto molto e sa apprezzare la destinazione che richiede capacità di adattamento ma ripaga con gli interessi. Chi sceglie l’Oman non è persona da villaggio turistico, sa che ci possono essere difficoltà (ad esempio, i pullman non sono certo gran turismo) ma sa adattarsi».

Caratteristico del viaggio proposto da Elisa Ferrari è la visita alla reggia dello Sceicco, che offre ai suoi ospiti non solo cibo ma anche una visita al suo museo, una raccolta molto particolare, con oggetti provenienti da tutto il mondo oltre che dall’Oman. Tutta una parte è dedicata alle fotografie dello Sceicco con i personaggi che incontra, uomini politici di massimo livello.”

E presto si parte ancora per una nuova avventura in Oman tra mare, deserto, saline, mercati, cucina, arte e cultura… un tour non da turisti ma da viaggiatori… La soddisfazione più grande è sentirsi dire che è un viaggio che rimarrà sempre nel cuore e poi avere riscontri come questo articolo…Grazie!

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